Potresti avere valore in un cassetto: come riconoscere oro e argento veri dai marchi
— di Riccardo Maniscalco
Apri il portagioie o il cassetto dove finiscono le cose che non usi più: una catenina aggrovigliata, un anello che non entra più, un bracciale che sembra bigiotteria, qualche posata annerita. La domanda che ci fanno più spesso in negozio è sempre la stessa: "Ma questo è oro vero?"
Buona parte della risposta la puoi trovare da solo, a casa, in dieci minuti. Basta sapere dove guardare e cosa significano quei piccoli numeri incisi sui gioielli e sull'argenteria. In questa guida ti spieghiamo come leggerli, come riconoscere i placcati e come dividere gli oggetti prima di portarli a valutare.
Ti serve solo una lente e un po' di luce
I marchi sono minuscoli: spesso misurano meno di un millimetro. Procurati una lente d'ingrandimento (va bene anche la fotocamera del telefono con lo zoom) e una lampada. Cerca nei punti in cui il metallo non si vede quando il gioiello è indossato:
- catenine e bracciali: sulla chiusura (moschettone o anellino) o sulla piastrina vicino alla chiusura;
- anelli e fedi: all'interno del gambo;
- orecchini: sul perno o sulla monachella;
- ciondoli e medagliette: sull'anellino o sul retro;
- orologi: all'interno del fondello della cassa;
- argenteria: sul retro del manico delle posate o sotto la base di vassoi, teiere e candelabri.
I numeri dell'oro: cosa significano 750, 585, 375
Il numero indica i millesimi, cioè quante parti di oro puro ci sono su mille. Più è alto, più oro contiene il gioiello:
- 750 (o 18K / 18 kt): oro 18 carati, il titolo più diffuso nella gioielleria italiana;
- 585 (o 14K): oro 14 carati, frequente nei gioielli di produzione estera;
- 500 (12K): oro 12 carati, tipico di alcuni gioielli più vecchi;
- 417 (10K): oro 10 carati, comune nei gioielli americani;
- 375 (9K) e 333 (8K): titoli bassi, usati soprattutto in Inghilterra e Germania.
Il colore non c'entra: oro giallo, bianco e rosa dello stesso titolo contengono la stessa quantità di oro puro. Cambiano solo gli altri metalli della lega.
Accanto al numero, sui gioielli prodotti in Italia trovi spesso un secondo marchio: una stellina, un numero e la sigla di una provincia (per esempio AR, VI o AL). È il marchio di identificazione del produttore ed è un ottimo segnale che si tratti di metallo prezioso.
I numeri dell'argento: 925 e 800
Per l'argento vale la stessa logica. 925 (detto anche sterling) significa 925 parti di argento su mille; 800 è il titolo tipico dell'argenteria italiana di qualche decennio fa, quella dei servizi di posate e dei regali di nozze. Anche qui l'annerimento non conta: la patina scura è solo ossidazione superficiale.
Le sigle che indicano un placcato
Alcune scritte, al contrario, dicono che il gioiello è solo ricoperto da un sottile strato di metallo prezioso. In questi casi il valore è molto più basso, perché il metallo di base è ottone, rame o un'altra lega comune:
- GP, GEP, HGE (gold plated, placcato oro);
- GF, RGP (gold filled, laminato oro);
- Plaqué, Doublé, Laminato;
- EPNS, Silver plated, Sheffield, Alpacca sull'argenteria;
- numeri come 10, 20, 90 o 100 sulle posate: di solito indicano quanti grammi di argento sono stati depositati in superficie durante la placcatura, non il titolo del metallo.
Attenzione a non confondere: "18K" è oro 18 carati, mentre "18K GP" o "18K RGP" è un placcato.
La prova della calamita (e cosa non fare)
Un controllo rapido: avvicina una calamita. Oro e argento non sono magnetici, quindi se il gioiello viene attratto con decisione, quasi certamente il suo interno non è metallo prezioso (a volte è solo la molla della chiusura, per questo prova sul corpo del gioiello). Se invece la calamita non attira, non è ancora una conferma: anche molti metalli comuni non sono magnetici.
Evita invece i "test" fai da te che trovi in rete: non graffiare, non limare, non usare acidi o candeggina e non mordere i gioielli. Rischi di rovinare oggetti che magari hanno un valore anche per la lavorazione o per la pietra.
E se il marchio non c'è?
Succede spesso, e non significa che l'oggetto non valga niente. I marchi si consumano con gli anni, vengono cancellati dalle riparazioni o dalle ridimensionature degli anelli, e molti gioielli molto vecchi o fatti a mano non li hanno mai avuti. Per questi oggetti serve una verifica professionale: in negozio controlliamo il titolo con gli strumenti adatti, davanti a te e senza rovinare nulla.
Come preparare gli oggetti prima di venire
- Dividi in tre gruppi: marchiati oro, marchiati argento, dubbi o senza marchio. Porta tutti e tre: anche il gruppo dei dubbi riserva spesso sorprese.
- Non pulire e non smontare nulla. Pietre e perle le togliamo noi e te le restituiamo.
- Metti da parte ciò che ha un valore affettivo e che non venderesti in nessun caso: la valutazione è gratuita, puoi anche solo chiedere quanto vale.
- Ricordati il documento d'identità: per legge serve per ogni acquisto. Tutto il resto lo trovi nella nostra guida cosa portare al compro oro.
Una precisazione: da Tempi d'Oro valutiamo e acquistiamo oro e argento usati (gioielli, argenteria, orologi con cassa in oro), ma non trattiamo oro da investimento come lingotti, placchette e monete d'oro.
Come si arriva al valore
Una volta verificato il titolo, il valore dipende dal peso, che misuriamo davanti a te con una bilancia di precisione, e dalla quotazione del giorno, che puoi consultare in qualsiasi momento nella pagina quotazioni oro e argento. Un gioiello rotto o spaiato non vale meno di uno integro dello stesso peso e titolo: ne parliamo nell'articolo l'oro rotto vale meno?. Se nel cassetto hai soprattutto posate e vassoi, leggi anche quanto può valere l'argento che hai in casa.
Porta il tuo cassetto da Tempi d'Oro
Siamo in via Fabrici Girolamo d'Acquapendente 18/A, a Padova. Non serve appuntamento: la verifica dei marchi e la valutazione sono gratuite e senza impegno, e decidi tu con calma se vendere o tenere. Per qualsiasi dubbio puoi scriverci su WhatsApp o chiamarci al 351 499 7977, anche mandandoci una foto del marchio.